| La Val Gargassa fa parte del Parco Naturale Regionale del Begua, che dal 2005 è stato riconosciuto come Geoparco Internazionale ed è quindi inserito sia nella rete Europea che nella rete mondiale dei Geoparchi.
Questo riconoscimento le è stato attribuito per la specificità della sua struttura geologica e per la conseguente spiccata biodiversità sia vegetale che animale. Lo studio delle rocce del parco ha dato un grande contributo alla conoscenza e alla comprensione dei fondali oceanici antichi ed attuali, ha permesso una miglior conoscenza dei processi metamorfici subiti dalle rocce e dei processi di formazione delle Alpi, ha fornito inoltre importanti informazioni sulla natura del mantello terrestre. Il Canyon della Val Gargassa è scavato nelle “Rocce Verdi” (le Ofioliti), nelle Calcescisti, e nel Conglomerato (le cosiddette Rocce Nere di Rossiglione); che danno al paesaggio una particolare suggestiva bellezza.
Il sentiero parte dal campo sportivo di Rossiglione e attraversa un bosco misto di castagni e noccioli. Avvicinandoci poi al rio Gargassa, che ora scorre tra serpentiniti, si può osservare una differente vegetazione tra i due versanti, il versante più fresco, a sinistra, è ricoperto da un bosco misto di latifoglie, mentre, a destra, si trova una vegetazione più rada con pini ed eriche. Proseguendo il cammino, la valle si restringe ed il sentiero prosegue in alcuni tratti su facili roccette. Più a monte affiora il conglomerato oligocenico nel quale il corso d’acqua ha scavato la propria valle, su di essi si prosegue ai piedi della falesia, per scendere al rio Gargassa in corrispondenza della strettoia detta Muso del Gatto. Attraversato il Rio si percorre in saliscendi un bosco di querce e castagni fino ad attraversare di nuovo il corso d’acqua con un altro guado, dopodiché si risale al pianoro al margine del quale si trova il nucleo, ormai in rovina, della borgata Vereira (m 448). L’ampio prato ospitava un tempo le colture che garantivano il sostentamento delle famiglie che vi abitavano. Proseguendo si raggiunge in breve tempo una sorgente di acqua sulfurea. Ritornati alle case Vereira si risale il crinale fino alle Rocche dei Corvi (m 580), si attraversa un bosco di pini marittimi e pini neri e si incontra poi il caratteristico Balcone della Signora. Si raggiunge quindi uno sterrato che porta all’agriturismo Monterosso e da qui si ritorna alla partenza.
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